La storia delle musicassette


I più giovani forse non le avranno mai usate, e magari hanno avuto tra le mani solo qualche vecchia collezione appartenente ai genitori. I più “anziani” invece, quelli di noi cresciuti negli anni 80 e 90, le ricorderanno sicuramente: con loro hanno conosciuto e amato per la prima volta le loro band preferite, e hanno passato intere giornate a copiarle e a registrarne di nuove.

Stiamo parlando ovviamente delle musicassette, il primo formato di musica portatile della storia, che soltanto l’anno scorso ha compiuto i suoi primi 50 anni. Nonostante le cassette siano state soppiantate in anni recenti dai CD prima, e dagli MP3 poi, il loro ricordo è ancora vivo e vegeto in molti.

Impossibile scordare quei piccoli tesori dalla forma rettangolare, pratici da portare in giro e da ascoltare in un walkman, in uno stereo o nell’autoradio della macchina. Ancora più interessanti erano poi le compilation fai da te da creare su cassette vergini, che ci facevano vivere pomeriggi interi a selezionare con cura i brani più adatti.

In poco più di 50 anni di vita, le musicassette hanno vissuto momenti di gloria e un altrettanto rapido declino. Oggi che come supporto sono ufficialmente obsolete, sono in realtà un vero feticcio per i nostalgici degli anni 80 e 90, e c’è chi ancora le ama e continua a produrle e comprarle in barba alla musica digitale.

Vogliamo ricordare quei gloriosi oggetti vintage in plastica, facendo un rewind tra storia e curiosità delle musicassette, dalla gloria passata alle prospettive future.

Nascita e ascesa

prima musicassetta

La prima audiocassetta, così come la conosciamo oggi, fu presentata per la prima volta dalla Philips nel 1963 alla fiera della radio di Berlino. La tecnologia di registrazione su nastro esisteva già da 30 anni, ma fino ad allora si usavano gli ingombranti registratori a bobine, dall’utilizzo molto complesso. La Philips propose poi sul mercato un formato piccolo e portatile, le Compact Cassette, che nonostante la qualità audio più bassa permetteva a chiunque di registrare e riprodurre suoni facilmente.

Le Compact Cassette furono infine lanciate sul mercato europeo nel 1965. Il loro successo fu rapido e immediato, grazie soprattutto alle loro tre caratteristiche principali: erano accessibili(per via del basso prezzo e della facilità di utilizzo), portatili (grazie alle piccole dimensioni) eregistrabili.

L’introduzione nel 1968 delle cassette TDK, che aprirono il mercato delle cassette musicali preregistrate in alta fedeltà, e soprattutto del leggendario Walkman nel 1979, spianarono la strada al successo delle musicassette. Negli anni 70 e 80 le cassette spadroneggiavano tra i giovani di tutto il mondo: finalmente la musica si poteva ascoltare ovunque, a casa come in strada o in auto.

uno dei mitici boom box, gli stereo a cassetta usati dai primi rapper americani negli anni 80. Credits: Sean Davis

Uno dei mitici “boom box”, gli stereo a cassetta usati dai primi rapper americani negli anni ’80. Credits: Sean Davis

La pirateria

Fin da subito le cassette non furono pensate solo per riprodurre musica, ma anche per registrare la propria. Nacque così per la prima volta il fenomeno della pirateria musicale, con le case discografiche allarmate dalla diffusione di copie su cassetta di dischi originali. Una campagna degli anni 80 usava lo slogan “Home taping is killing music”, ovvero “Le registrazioni casalinghe uccidono la musica”.

Ma ormai era troppo tardi. Le musicassette amatoriali si diffondevano senza controllo tra gli ambienti della musica underground, soprattutto tra i gruppi emergenti senza un contratto con una casa discografica. Produrre una musicassetta era molto più semplice ed economico per un gruppo rispetto che un LP tradizionale, e permetteva una diffusione veloce per farsi conoscere più rapidamente. Sempre più gruppi musicali promuovevano attivamente l’uso delle cassette, soprattutto all’interno di generi musicali considerati di nicchia come il punk, l’hardcore e l’indie rock, anche in segno di protesta contro l’industria discografica.

Il declino

Dopo la grande stagione della musica anni 80, tra la fine degli anni 90 e l’inizio dei 2000 si consumò poi la fine delle audiocassette come formato principale, per lasciare spazio ai CD.

Per dare un’idea della portata del loro declino, basti pensare che le cassette vendute negli USA nel 1990, all’apice della loro popolarità, erano 442 milioni, mentre nel 2009 appena 34.000.

Nel 1988, secondo le statistiche ufficiali, le cassette rappresentavano il 59,1% delle vendite musicali totali negli Stati Uniti. Nei primi anni 90 album campioni di incassi come “Some Gave All” di Billy Ray Cyrus, o “The Bodyguard” di Whitney Houston vendevano intorno alle 3 milioni di copie ciascuno in sole cassette.

Oggi non esistono statistiche ufficiali per quanto riguarda la vendita di album in cassetta, che molti considerano prossima allo zero. In realtà non è esattamente così.

Le musicassette oggi

Oggi, tra lettori MP3, chiavette USB, e software come Spotify, le musicassette sembrano a molti un mezzo obsoleto.

Eppure, al contrario, le cassette non si lasciano mandare in soffitta così facilmente. La National Audio Co. Di Springfield, l’unico produttore di cassette vergini rimasto al mondo, ne sforna ancora 100.000 al giorno. Solo negli Stati Uniti nel 2012 sono stati venduti 200.000 album in cassetta, addirittura il 645% rispetto al 2011.

Ma chi compra oggi le audiocassette? Stiamo assistendo a un vero e proprio ritorno di fiamma? Escludendo le cassette usate per registrazioni audio, ad esempio dai giornalisti, esiste un vero e proprio mercato di nicchia per la musica su cassette, sia nei paesi in via di sviluppo, dove rimangono un mezzo economico e diffuso, sia nei paesi occidentali dove molti le considerano ancora qualcosa di affascinante.

Sembra incredibile, eppure album prodotti solo su cassetta, etichette discografiche e persino negozi dedicati esclusivamente al mondo delle cassette, sono presenti e addirittura in crescita negli Stati Uniti come in Europa.

cassetta 2

Naturalmente si tratta di un fenomeno di nicchia, ma non si può negare che le cassette continuino ad affascinare. Merito del basso prezzo, della difficoltà a diffonderle via internet, ma anche di un certo fascino del fai da te che continua ad esercitare sui gruppi più underground. Possedere fisicamente un album in cassetta, magari la produzione rara di una band semisconosciuta, è un’emozione che a tanti ancora oggi piace provare.

La rivista Rolling Stone di recente ha stilato una lista dei migliori album usciti in cassetta nel 2013: delle vere e proprie chicche per appassionati!

Record e curiosità

Secondo le statistiche ufficiali, la cassetta più venduta nel Regno Unito nel 2009, nel 2010, e nel 2011, è stato il singolo “I’ll Never Stop” degli ‘N Sync, con la bellezza di rispettivamente 24, 13 e 11 copie all’anno.

nsync cassetta

Questo naturalmente per quanto riguarda i dati ufficiali. Le associazioni dei discografici hanno smesso da tempo di tenere traccia delle vendite di cassette, ritenendole troppo prossime allo zero. Nella realtà abbiamo visto come il mercato delle cassette sia attivissimo in un sottobosco di scambi, copie e registrazioni di cui è difficile tenere traccia a livello ufficiale, spesso direttamente ai concerti o nei mercatini dell’usato.

Anche band famose come i Grateful Dead accettavano e incoraggiavano la diffusione dei loro album tramite registrazioni non ufficiali, dedicando nei loro concerti uno spazio apposta a chi voleva registrare il concerto su cassetta.

A proposito di musicisti famosi e cassette, è curioso sapere che il mitico Jimi Hendrix nel 1970 registrò una sua autobiografia su due musicassette, cantando e suonando una chitarra acustica in sottofondo. Chissà quanto valgono quei nastri oggi!

Le cassette nell’arte

cassetta arte jimmy hendrix

Forse non sono molti quelli che oggi ascoltano musica in cassetta, ma certo è che a livello estetico quegli oggettini in plastica hanno un fascino vintage e retro che attrae. Tanti artisti, stilisti e brand di moda hanno incorporato le cassette nelle loro creazioni più recenti.

È il caso per esempio di Marc Jacobs e Urban Outfitters, che hanno entrambi creato delle chiavette USB a forma di cassetta. L’artista americana Erika Iris ha invece creato una serie diritratti di musicisti famosi usando solamente nastri di cassette.

Non dimentichiamo poi che le vecchie cassette si possono riutilizzare per gli usi più disparati, trasformandole in fibbie per la cintura, collane, portafogli o addirittura sedie.