Morto Tony Burton, era Duke l’allenatore di Rocky Balboa e Apollo Creed

Morto a 78 anni Tony Burton, celebre per aver preso parte a tutti e sette i capitoli della saga di Rocky con il ruolo di Tony “Duke” Evers, allenatore di Apollo Creed prima e Rocky poi. Passato alla storia il suo “non fa male” di incitamento allo Stallone Italiano.

Tony Burton, attore americano noto soprattutto per la partecipazione alla leggendaria saga di Rocky, è morto all’età di 78 anni. Insieme a Sylvester Stallone, è l’unico tra gli attori ad aver partecipato a tutti e sette i film della saga, con un breve cameo in Rocky V e i flashback in cui è presente nel film di recente uscita “Creed – Nato per combattere”, in cui il protagonista è il figlio di Apollo, morto sul ring per mano di Ivan Drago in Rocky IV. Per questo stesso film Sylvester Stallone concorre alla vittoria dell’Oscar come Miglior attore non protagonista, nettamente favorito ad aggiudicarsi la statuetta. Nella sua carriera Burton ha preso parte anche ad altre pellicole molto celebri, entrate nella storia del cinema, tra cui “Shining” di Stanley Kubrick e “Hook, Capitano Uncino” con Dustin Hoffman e Robin Williams.

Il suo ruolo di Duke nella saga di Rocky è diventato a dir poco mitologico essendo stato lui a sostituire il compianto Mickey, storico allenatore dello “stallone italiano” Rocky Balboa, morto durante Rocky III a causa di un infarto dopo l’aggressione di Mr.T. A quel punto il ruolo di coach di Rocky spetta proprio a Duke, al secolo Tony Evers, che nel quarto capitolo, in parte ambientato in Russia, allena Rocky per il match in tipico ambiente da guerra fredda contro Ivan Drago. Il suo “Non fa male” è un modo di dire che ha accompagnato intere generazioni ed ha aiutato Rocky, nei restanti film della saga, a resistere ai durissimi allenamenti e superare le grandi sfide, umane e sportive, davanti alle quali si trovava. Al termine del secondo round dello scontro a dir poco epico con Ivan Drago, Rocky viene messo da Duke di fronte alla realtà che affrontare ad armi pari l’apparente, invincibile macchina che è Ivan Drago: